DICONO DI ME

Articolo di Irene Pivetti

Gabriele Belli è un uomo che combatte. Da tutta la vita combatte, prima dentro e contro il corpo di Elettra, quella donna che lui sembrava essere, e non è mai stato, la ragazza per tutti un po’ diversa, e così uguale invece, se la si fosse vista com’era realmente, un ragazzo della sua età, con i suoi desideri, i dubbi e le paure.

Ma a Gabriele non era permesso avere solo paura di crescere: Gabriele doveva provare anche il dolore di essere, di vivere ostaggio nel suo stesso corpo, di mentire a sé per non mentire agli altri, fino all’orlo della pazzia, nella vertigine dei gesti quotidiani, finché morte non ci separi. Magari una liberazione, ha pensato, e non una sola volta, eppure no, Gabriele non è di quella pasta, perché lui voleva vivere e, guarda un po’, pretendeva di essere felice. E allora giudicassero pure, condannassero anche, perché “quella ragazza” deludeva le aspettative, mentre lui silenziosamente lavorava dentro di sé, preparava l’evasione che lo avrebbe reso finalmente vero.

“Una seconda nascita, un nuovo inizio“, dice Gabriele quando parla di sé di fronte a quel dottore, e racconta la sensazione certa di sentirsi riconosciuto, guardato dentro per la prima volta, e quella volta ha già tanto da dire, di sé, degli uomini, del mondo. “Forse non maschio, ma certamente un uomo“, si descrive con giusto orgoglio mentre, con sollievo, si accarezza la barba, conquista felice finalmente, ed anzi la più grande, “perché con quattro peli in faccia rassicuriamo gli altri che siamo uomini comuni“.

Gli altri, di nuovo. Gabriele sa bene quanto non possiamo fare a meno degli altri, della loro approvazione, del loro consenso, ne abbiamo bisogno per vivere, e non è un vezzo da caratteri deboli, ma la forma esatta della nostra mente. Perché noi siamo fatti-per-gli-altri, anche quando ce ne stiamo in disparte, e ci concediamo il lusso della solitudine mentre sappiamo bene, in fondo, che “là fuori” qualcuno ci desidera. Gabriele ora può provare anche questa gioia sottile, e profonda, di restare solo con se stesso: “E’ come un padre che parla al proprio figlio”, dice, “mi coccolo”.

E’ giusto, Gabriele, è un abbraccio quello che ti devi.

Platinette non ha mezzi termini e in un suo intervento su Gabriele Dario Belli, la donna-uomo del Grande Fratello, a Domenica Cinque picchia duro.
Dopo la “confessione” di Gabriele Belli agli altri concorrenti del GF 10 della sua storia e dopo il suo modo di porsi all’interno della casa, più di qualcuno ha sottolineato l’aria da ” professorino ” che si da Gabriele.
Platinette lo vede decisamente come uno “ spocchioso ” non più interessante di tanti altri , anzi non esita a definirlo ” antipatico spocchioso” e evidenzia come Gabriele vuol far credere e vuole dimostrare a ogni costo di essere più acculturato degli altri e di aver messo un’ipoteca sulla vittoria finale.
Questo almeno il pensiero di Platinette, pensiero che , ad onor del vero, è condiviso molti italiani appassionati del Grande Fratello.
L’immancabile Selvaggia Lucarelli si è detta molto delusa dal pensiero di Platinette che però insiste sulla sua idea e anzi, in proposito dell’intervento della Lucarelli, ribadisce che cìè troppa strumentalizzazione sui “trans”, che fa molto ” progressista “, infatti basta avere un ormone fuori posto che scatta la strumentalizzazione per giocare ai “progressisti“.
Ma la strumentalizzazione è riferita anche a quella che sta facendo Gabriele Belli all’interno della casa del Grande Fratello : a Platinette davvero non va giù quell’atteggiamento da “primo della classe“, del ” so tutto io”, ma soprattutto non va giù la strumentalizzazione che sta facendo della sua storia per mettere in difficoltà gli altri concorrenti e presentarsi come il personaggio-rivelazione di questo GF.
E s elo dice Platinette c’è da crederci.

7 Comments

  1. Stefano Ferruggiara
    feb 15, 2011

    Abbiamo condiviso alcuni momenti di profonda consapevolezza e crescita personale e ..
    ..considero Gabriele una persona colta ed intelligente, fiero, combattivo, e decisamente molto affettuoso e premuroso, oserei dire: una specie di moderno cavaliere della tavola rotonda ;)
    Nutro profondo rispetto per lui.. so che otterrà sempre ciò che desidera perché non conosce il termine ‘rinuncia’ quindi non conoscerà mai la sconfitta!
    Continua così!
    Con ammirazione ed affetto,
    il tuo amico ed allenatore mentale,
    Stefano Ferruggiara

  2. fatina
    feb 15, 2011

    Credo e ne sono convinta che per quel poco che conosco gabriele sia una persona molto profonda che merita tutto il mio rispetto semplicemente perchè è una persona vera e come pochi diventati famosi non è sopra un piedistallo ma ben saldato a terra con tanta voglia di vivere e di crescere in tutti i sensi, al giorno d’oggi trovare una persona come gabriele è assai raro… un abbraccio

  3. gabriele
    feb 21, 2011

    Grazie Stefano, e grazie Fatina….per il conforto delle vostre parole, oltre le parole, vi dedico queste:
    “I giusti“
    Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
    Chi è contento che sulla terra esista la musica.
    Chi scopre con piacere una etimologia.
    Due impiegati che in un caffè del Sud giocano in silenzio agli scacchi.
    Il ceramista che intuisce un colore e una forma.
    Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
    Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
    Chi accarezza un animale addormentato.
    Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
    Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
    Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
    Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.
    Jorge Luis Borges

  4. Christopher
    feb 25, 2011

    Non importa quello che dicono di te, tu sai chi sei, chi sa guardarti dentro già capira il tuo Io. ;)

    Chris

  5. Antonello
    ago 27, 2012

    Conosco Gabriele da quando eravamo piccoli, ha avuto sempre un carattere deciso e forte, visto per di più che se l’è dovuta cavare sempre da solo! E’ ammirabile trovare una persona così nel mondo di oggi, a maggior ragione se non si ha una famiglia salda alle spalle che ti sorregge, ti spalleggia, ti conforta! E’ più facile seguire strade facili che però portano sono alla rovina personale, ma lui non l’ha fatto! Ora è un uomo più di tanti che ci sono dalla nascita, ma solo all’anagrafe! Mi meraviglia chi parla di strumentazione, e non capisce che lo si fa perchè queste cose, specialmente in Italia, sono sconosciute ai più. Sei forte Gabriele, ti ammiro tanto e ti voglio tanto bene.
    Antonello (Lello)

  6. Antonello
    ago 27, 2012

    Scusate non è strumentazione ma strumentalizzazione, ho ancora sonno.:)

  7. sasy
    dic 16, 2013

    sei fantastico cosi come sei, ti ammiro molto, e anche io ti seguo

Submit a Comment

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>