RivoluziONE

A

un avversario, tolleranza.
A un amico, il cuore.
A un cliente, il servizio.
Per tutti, carità.
Per ogni bambino, un buon esempio.
A te stesso, il rispetto.
- Oren Arnold -

Abbiamo una sorta di senso di urgenza per le grandi cose della vita, per i grandi progetti, e invece la Vita ci misura da come ci comportiamo nelle piccole cose. Persone spesso talentuose non riescono perché credono di essere troppo avanti per fare cose più modeste, mentre il maggior successo lo raggiunge chi tra noi è disposto a misurarsi costantemente con il quotidiano. Questo è davvero essere grandi: non dimenticare i piccoli impegni e non dimenticare la promessa a noi stessi. Perché in ogni campo, raggiungere i propri obiettivi è l’essenza della vita, tenacemente perseguire qualunque progetto non per lode di altri ma per ricompensa interiore. Questo rende una persona migliore. È importante essere in costante crescita visto che siamo tutti abbastanza intelligenti per compiere qualunque scelta… intelligente. Ma quello che non prendiamo in considerazione è il diventare consapevoli della nostra intelligenza. Rendersi conto di avere grandi serbatoi di talento e capacità, situata in sospeso dentro in noi, in attesa di essere usata. Ci sono solo alcune persone che sono diventate più consapevoli della verità ma non sono più intelligenti degli altri: siamo tutti una meravigliosa massa di intelligenza. Ma è la Consapevolezza, ciò che è necessario ottenere. Questo è il mio augurio per voi, oggi, primo giorno del Nuovo Anno.

L’anno che è passato mi ha messo davanti a scelte importanti, concrete, ma da un certo punto in poi ho deciso di “ritirarmi” e andare oltre la logica, oltre l’inevitabilmente mondano, oltre il superficiale. Per molti sono semplicemente “sparito”, ma non importa come ho scelto di provare il mio spazio interiore, ora ho trovato la pace. In questo centro di pace, sono io. Io sono la purezza e la quiete del centro del mio processo creativo. In pace, creo. In pace, vivo, mi muovo in questa esperienza chiamata Vita. Poichè mi tengo centrato nella pace interiore, ho trovato la pace nel mio mondo esterno. Ho dedicato tre mesi alla ricerca del mio spazio, dentro di me, e per questo so che tornare alla quotidianità sarà più leggero. Ci sono infiniti modi di fare e di vedere le cose, ma è con la flessibilità che si possono vedere tutti i lati di un problema. Per quanto mi riguarda, me l’ero ripromesso da qualche anno, ora ho davvero deciso che non ho più bisogno di alcun dramma negativo nella mia vita e d’ora in poi scelgo solo buone esperienze.

Per far questo ho deciso di mettere alcune regole nel quotidiano, tratte dalla mia esperienza, a prescindere dal fatto che sia stata umiliante, esilarante o dolorosa. La regola numero uno è questa: essere aperti ad imparare, accogliere qualunque insegnamento come avesse la leggerezza di una piuma. Rimanere sulla difensiva, persistere ostinatamente a essere nel giusto, invece di imparare la lezione a portata di mano, porta solo a frustrazioni e inevitabili sconfitte.

Felicità e pace della mente sono una questione di coscienza. Per questo bisogna trovare il modo di fermarsi, perchè dobbiamo CREARE l’armonia che desideriamo, e appena aumentiamo il nostro livello di coscienza, diventiamo più in sintonia con la vera natura del nostro essere e con la nostra forza. Ma questo tipo di consapevolezza non è casuale; proviene dallo studio, dalla disciplina e dalla comprensione che siamo veramente creativi. Pensate, solo un’ora di studio concentrato ogni giorno aggiunge fino a otto settimane di quarantacinque ore in un anno per conoscere più di quanto si sa in cinque, dieci o vent’anni. Se si vuole di più, è necessario conoscere più, per saperne di più si deve studiare, applicare la propria intelligenza, dedicarsi alla propria creatività.

Non ci sono altre strade, smettiamo subito di lamentarci per quello che non và al di fuori di noi: quanto più ci soffermiamo su ciò che non vogliamo, più otteniamo esattamente questo. Focalizzando l’attenzione su ciò che vogliamo, invece, lo attrarremo a noi.
Non importa quello che scegliete di credere o pensare o dire, l’Universo dice sempre SI ai vostri pensieri, senza giudizio vi esaudisce.

E visto che ogni individuo è uno specchio in cui è possibile osservare proprio i punti bui, è osservando che diventa possibile dissipare le illusioni su se stessi. Se si abbraccia lo specchio, si vedrà che in realtà non ci sono nemici, c’è solo Uno che si manifesta come i molti. Abbracciamo lo specchio di oggi e troveremo gli strumenti che ci possono permettere di realizzare le cose fondamentali: avere una prospettiva più ampia sul mondo, non solo nostro; avere un collegamento migliore e più profondo nelle nostre relazioni; rivitalizzare la nostra società creando uno scopo più grande; rispettare noi stessi; ottenere giustizia ed equità.

Aggiungo giusto un commento, forse un’indicazione riguardo a quanto tutti noi crediamo ingiusta nel nostro Paese, la vita in questo momento. Mi permetto di proporre una RIVOLUZIONE: la rivoluzione del cuore.

Il mio messaggio è di una rivoluzione di UNO, una rivoluzione nel modo in cui ognuno di noi guarda il mondo, ci riferiamo a coloro che ci circondano, il modo in cui ci colleghiamo con la nostra comunità, il modo stesso in cui viviamo le nostre vite.
Io sostengo la rivoluzione nel cuore di ognuno di voi. Una rivoluzione che credo creerà un contagio di generosità, un legame, cambierà i valori dei nostri rapporti, porterà lo Stato ad essere unito, ma dal basso verso l’alto.

Al centro di questa rivoluzione è l’equità – e si può cominciare con solo poche persone, come voi e me. La scienza ha dimostrato con risultati convincenti il potere del pensiero collettivo, e dunque bastano poche persone con un forte senso di lealtà per cambiare completamente le regole di questo gioco al massacro a rigirare la nostra cultura di egoismo e competizione in una cultura di condivisione e nuova creazione.

Vi saluto con una citazione dal dramma di Arthur Miller, “All My Sons”. Era circa la seconda guerra mondiale, ma è ancora più vero oggi:
“Tutto era distrutto, ma mi sembrava che una cosa nuova fosse stata fatta. Una sorta di…. responsabilità. L’essere umano per l’essere umano. Percepire la terra, ancora una volta, come una sorta di monumento ed essere tutti lì, in piedi, dietro di lui, a fare la differenza, per lui”

Gab.

 


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